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Palazzo : Tavecchio: "Regolamenti sui dilettanti vanno approvati come sono"
Inviato da paolo il 25/10/2003 19:35:13 (666 letture)
Palazzo

All'assemblea amministrativa della Lega Dilettanti svoltasi oggi a Coverciano il presidente Tavecchio fa il punto sui lavori della Conferenza Stato - Regioni e sulla strategia della LND. E come al solito il presidente della LND “non le...

...manda a dire”.
"Nessuna paura sul ritardo dei regolamenti attuativi per la legge sui dilettanti, approvata all¹interno della Finanziaria 2003: siamo calmi e sereni, gli atti sono all¹attenzione del Parlamento italiano e della Conferenza Stato Regioni."
A ribadire la fiducia nei lavori è il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Carlo Tavecchio che oggi, nel corso dell¹assemblea amministrativa della LND che ha approvato a Coverciano il conto consuntivo della stagione 2002/03 ha illustrato l¹attuale situazione dei Regolamenti:
"Viviamo in questo momento in regime di deroga transitoria e, come ha detto Andreotti, le deroghe in Italia durano una vita. Però la Lega Dilettanti, che si ritiene capofila del movimento e che molto ha fatto per la sensibilizzazione al Governo per l¹approvazione nella Finanziaria 2003 della Legge sulle Società Dilettantistiche, ritiene che l¹atteggiamento di alcune Regioni sia una sorta di ostruzione e di strano boicottaggio del provvedimento. Che, per il principio della uniformità e omogeneità, deve essere approvato così come è stato proposto dal Governo. Senza dare alla Regioni la capacità di costituire l¹Albo delle associazioni o quella di valutare i requisiti delle società sportive. La stessa Lega ­- ha proseguito Tavecchio - si impegnerà nelle sedi politiche e amministrative delle regioni che hanno sollevato eccezione di costituzionalità (bloccando, quindi, l¹iter finale dell’approvazione dei Regolamenti) al fine di sensibilizzare le società dilettantistiche di ogni disciplina affinchè si possano smuovere gli ostacoli insorti."
All'Assemblea, alla quale sono intervenuti anche i vicepresidenti federali Giancarlo Abete e Innocenzo Mazzini ed il direttore generale della Figc Francesco Ghirelli, il presidente Tavecchio ha però parlato di altri importanti questioni ribadendo più di una volta la necessità per il calcio dilettantistico di autofinanziarsi: attraverso iniziative di marketing come quella portata avanti con Enel, ma anche attraverso una corretta gestione finanziaria, riguardo la quale oggi la LND si presenta (unica componente federale) con un bilancio conforme alla IV direttiva europea e con l¹istituzione di un servizio di ispettorato "per assistere la periferia e riuscire ad intervenire in tempo per chiudere i bilanci comunque in attivo, così poi da patrimonializzare quelle risorse". Sulla necessità di contenere i costi, Tavecchio si è rivolto anche al Comitato Interregionale della Lega.
"Alle nostre 162 società di Serie D dico di non scimmiottare i professionisti, altrimenti si rischia di finire in quella maniera, finendo col chiedere 20 milioni di euro alla Figc, come se questa fosse un produttore di monete false".
Ma Tavecchio ha voluto ribadire anche il ruolo centrale della LND all¹interno della Figc, secondo una lealtà da sempre dimostrata sistematicamente al governo federale anche nei momenti più difficili, con accenni alla crisi estiva del calcio italiano, chiarendo però che "non è normale che organi federali producano effetti negativi alla Federazione stessa". Ribadendo inoltre la forza di questo movimento. "Anche quest¹anno abbiamo registrato 600 nuove iscritte, ci sono federazioni che non hanno nemmeno questi numeri. Confermando la nostra forza, anche dal punto di vista agonistico: la nostra Nazionale Under 18 ha vinto l¹Europeo, il Piemonte ha vinto la Uefa Regions Cup superando le rappresentanti di Germania e Francia".
Riguardo la strategia futura della Lega Dilettanti sul nuovo statuto federale ancora in stand-by, Taveccchio ha ricordato di essere disponibile "a dare una rappresentanza in Consiglio Federalle anche all¹Aia, un soggetto affidabile che ha bisogno di dignità, con un 4% che si può creare attraverso la cessione di un nostro 2% e del 2% della Lega Professionisti, dando all¹Aia un diritto di voto ma senza diritto di veto".
Il comma 18 dell’art.90 stabilisce che i contenuti degli atti costitutivi e degli statuti siano determinati con uno o più Regolamenti emanati dal governo. Che aveva due strade: la prima, quella di chiedere il parere vincolante del Consiglio di Stato; la seconda di chiedere anche il parere facoltativo della Conferenza Stato - Regioni. Tutto ciò perché riteneva trattarsi di questioni attinenti materie di legislazione concorrente.
Il Consiglio di Stato ha già espresso parere favorevole e, quindi, i Regolamenti avrebbero potuto ottenere il via libera e, di conseguenza, entrare in vigore facendo così cessare il periodo di transitorietà e precarietà con il quale il CONI ed il Ministero dell¹Economia avevano accettato i contenuti normativi e fiscali dell¹art. 90, Legge Finanziaria 2003.
Trasmettendo gli atti alla Conferenza Stato ­ Regioni, anche se il parere era facoltativo, si è innescato un procedimento per il quale tre regioni, Toscana, Emilia Romagna e Valle d¹Aosta hanno sollevato eccezione di costituzionalità bloccando, quindi, l'iter finale dell'approvazione dei Regolamenti.

Andrea L’Abbate

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